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L I B E R O D I P A R L A R E O DI S E G N A R E
DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PENSIERO COME AFFERMA L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
Per pubblicare le proprie idee e testimonianze a confronto inviare e-mail a presidente@nonudentivenetosociale.it
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Inviato: martedì 24 luglio 2007 12.29 A: Stefano Faggian Oggetto:PROTESTA |
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Data 08/06/07 09:43 A Stefano Faggian oggetto: INTEGRAZIONE? siii!!!. COMUNITA' ? nooo!!!. |
| INTEGRAZIONE A MARTELLAGO |
| Tutti gli alunni imparano il linguaggio dei segni per poter comunicare con un compagno non udente |
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Per integrare un loro compagno non udente hanno imparato tutti il linguaggio dei segni. "Guardami, ti ascolto" è il titolo del mirabile progetto di integrazione realizzato dai 68 alunni di quinta elementare dell'istituto Goldoni di Martellago. Tanto più perché non si è trattato di una iniziativa "spot" ma di un articolato percorso durato l'intero quinquennio, dalla prima, e che ha coinvolto non solo la classe del ragazzo, ma tutti i coetanei: ciò consentirà, in prospettiva, allo studente ipoacustico di mantenere i punti di riferimento acquisiti anche nel passaggio alle medie e con il cambio dei compagni. Il progetto è stato possibile grazie alla nota sensibilità per queste problematiche del dirigente scolastico, Giancarlo Cavinato, alla grande disponibilità degli insegnanti e al decisivo contributo economico dell'Associazione "La Voce di Marta", nata con lo scopo di sostenere azioni mirate all'inserimento dei ragazzi diversabili. Come spiega Mara Piovesan, una delle insegnanti di quinta, partendo dalla constatazione che il ragazzo non udente comunicava solo con il Lis, la Lingua Italiana dei Segni, tutti i suoi compagni e gli alunni coetanei delle altre classi hanno iniziato a frequentare un corso specifico seguiti da un'esperta Olivia Conselvan. Un nutrito monte ore l'anno che ha consentito agli scolari partendo da un apprendimento ludico e creativo, di impadronirsi dei fondamentali del Lis e, quindi, di comunicare con il loro compagno, che adesso è decisamente meno isolato, anzi, parte attiva e integrante della classe e della scuola. A conclusione di questo lodevole percorso quinquennale, le quattro quinte hanno proposto, al cinema Spes, un toccante spettacolo dal titolo "Re 33 e i suoi 33 bottoni d'oro", tratto dall'omonima favola di Claudio Imprudente, animatore diversabile e presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Una storia speciale narrata per lo più con le mani e ascoltata con gli occhi, e con la quale gli alunni hanno voluto lanciare, prima ai compagni di tutta la scuola e poi, in replica, alla cittadinanza, il loro messaggio di accoglienza a tutti coloro che non usano le parole per comunicare. Nicola De Rossi |
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Inviato: mar 05/06/2007 16.46 A: Stefano Faggian Oggetto: LIS |
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Data 29/05/07 12:45:50 pm A presidente@nonudentivenetosociale.it |
Sig. Renato,
ho letto sul sito ENS la lettera aperta indirizzata ai ministri e al presidente Ida e vorrei dire qualcosa : noi sordi non siamo una "comunita", e' una parola poco adeguata e mi sento offeso perche' non faccio parte di una razza ma vivo assieme alla gente.
La parola "comunità" per me e' un termine discriminatorio.
Nella lettera ho letto le parole " I vertici dell' ENS.." , secondo la mia opinione, l' ENS non e' una azienda metalmeccanica o di un altro settore ma una associazione dei sordi , i dirigenti dell' ente per me sono rappresentati eletti dagli associati e non superiori sui soci. Infine su paragrafo 2) della lettera non e' vero perche' non e' dimostrato in nessuna parte e so soltanto che i bambini imparano tante cose da piccoli ed anche con qualche impedimento ad alcuni giochi o sport non influisce fortemente la crescita dei soggetti.
Perche' sulla lettera non si esprimomo i problemi dei sordi che sono scappati dall' ENS e come mai a Roma c'e'ne' una decina di associazioni dei sordi ?
cordiali saluti Silvano Bortolin
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Data 29/05/07 12:39:12 pm A |
Spett. Redazione
vi scrivo In riferimento alla lettera aperta di Agostino Randazzo inviata ai ministri.
Ecco un altro scrittore che usa la parola “comunita’” ma secondo me non ha capito bene...
Non e' vero che la FIADDA e' contraria alla comunita' dei sordi ma e' contraria ad usare la parola comunita’ che e' poco adeguata........e offensiva secondo me.
Perche' nella lettera inviata ai ministri cita i famosi maestri dei segni e non i maestri dell' oralismo come Rosa Marelli Vergani?
Come mai anche gli scrittori scrivono con vivacita’ ai ministri?
E' troppo comodo scrivere come vogliono loro e non come vedono le persone non udenti nella societa’ normale .
Mi pare che il sig. Agostino non guarda bene intorno e pretende di fare quello che dice lui come sig. Renato l' altro scrittore............
Voi scrittori , sigg. Renato e Agostino , approfondite solo argomenti che vi interessano .......
Mi sembra strano che voi appoggiate solo l’ ENS e non altre associazioni anche perche’ e’ unico ente che protegge e assiste i sordi ( com’e’ e’ scritto sulla stemma dell’ Ente) !
L’ Ente protegge e assiste i sordi ? non ci credo ..... ad esempio ho visto un brutto avvenimento che mi e’ impresso: tanti anni fa il presidente del circolo della provincia in cui risiedo faceva parte della commisione medica ed, in una visita, ha bocciato una persona sorda profonda perche’ non era iscritta all’ Ente !!!!
Vi sembra giusto ?
Poi ho letto qualche giorno fa su un sito che un gruppo di non udenti non possono partecipare alle gare di pesca perche’ non sono iscritti ?
Ma perche’ l’ ENS deve avere il monopolio di tutto cio’ che riguardano i problemi dell’ udito?
Non sono contro l’ Ente ma contro il sistema perche’ agisce come una azienda metalmeccanica/chimica e non come associazione.
Non sono contro la lingua dei segni e non mi ispira molto l’ impianto cocleare ma nessuno sprona lo sviluppo tecnologico a favore dei minorati dell’ udito e la gratuita’ dell’ assistenza protesistica agli stessi soggetti ( adesso che si vendono solo digitali si deve pagare la differenza per “approfittare” le ditte?)
Cordiali saluti Silvano Bortolin
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Data 29/05/07 13:12:27 pm A presidente@nonudentivenetosociale.it |
Ciao a
tutti,
io sono veramente stufa di questi maledetti impianti! Sono una ragazza
udente, e studio scienze del linguaggio e lingua dei segni italiana all'Univesità
di Venezia...devo dire che la mia rabbia cresce sempre di più, quando sento
e leggo testimonianze di persone sorde impiantate. Credo che sia
un'operazione inutile, costosa e rischiosa. Spesso i genitori udenti
ROVINANO la vita del figlio sordo, ora Basta! Ognuno ha il diritto di
scegliere per la propria vita e non è giusto che ad un bambino sordo gli
venga negata la libertà di decidere. Giustament e un impianto costa 50.000
euro, ed è ovvio che i medici facciano vedere solo un lato della faccenda.
Ma chi dice alle famiglie il pericolo che incontrano con l'impianto? Chi
dice loro: è raro che un impianto funzioni?
Il bambino potrebbe manifestare problemi fisici se non mentali?
Perchè negare al bambino di conoscere la sua lingua (quella dei segni), la
sua cultura e la sua storia?
Per una volta vorrei che fossimo noi udenti costretti a imparare la LIS, a
farci un impianto cocleare per diventar sordi....ma non sarebbe MAI, al pari
del dolore che noi udenti(non tutti ovviamente), provochiamo ai sordi. Le
lingue dei segni sono riconosciute lingue in tutto il mondo. Perchè in
italia si è arrivati solo ora? In America c'è un'intera Università per
sordi. Qui non c'è neppure un asilo! Solo pochi Istituti. Dovrebbero abolire
l'impianto, è come fosse una tortura! Preferisco le protesi, almeno quelle
si possono levare, se non funzionano! Una volta fatto l'impianto,
funzionante o no, non si torna più indietro! Prego veramente, chi ne sa più
di me, di fare vera informazione, e prego tutti i sordi di pensarci
tantissimo prima di operarsi. Avete il vantaggio del bilinguismo, una lingue
e una cultura bellissima...perchè volete rovinar tutto per assomigliare a
noi udenti?
Il
contributo di Marta
silvanobortolin:
Lei e' Marta che scrive sul forum dell' ENS LIS si LIS no ?
Se Lei e' udente come fa a conoscere tutti i problemi dell' udito?
Lei e' entrata nella cavita' delle associazioni e dell' ENS per capirli?
Purtroppo ci sono dei genitori che l' impiantano e che vogliono l'
insegnamento orale e dei genitori che non l' impiantano e che vogliono la
LIS.
Tutto non dipende da te ma dai genitori.
Perche' ai bambini devono insegnare la cultura e la storia del LIS?
Non dovra' micca mandare i bambini al "Milionario" del canale 5?
Siamo nel 2007 e non
nel medio evo
ciao
Silvano
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Inviato il Tuesday, 02 July @ 00:22:25 CEST di bigmark |
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