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L I B E R O  D I   P A R L A R E   O   DI   S E G N A R E

 DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PENSIERO COME AFFERMA L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

Per pubblicare le proprie idee e testimonianze a confronto inviare e-mail a  presidente@nonudentivenetosociale.it

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Da: Silvano Bortolin
Inviato: martedì 24 luglio 2007 12.29
A: Stefano Faggian
Oggetto:PROTESTA

 

In riferimento ad un articolo pubblicato sul sito ENS

In riferimento ad un articolo pubblicato sul sito ENS , vorrei contestare la sig. Ida Collu, perche’ racconta fatti non chiare al Congresso Mondiale Sordi a Madrid e non e’ la prima volta che dice.

La sig.ra Ida Collu non rappresenta ME neanche un milione di sordi ma e’ solo la presidentessa di 31 mila soci dell’ ENS (solo 3%) Inoltre non puo’ permettersi dire che tra le 557 donne sorde intervistate, il livello educativo e’ basso.

E’ assurdo che tale presidentessa crede di essere la “protettrice” dei sordi italiani e poi va a scagliare esiti di scarso grado alle donne. Auguro che in futuro non succedano situazioni poco piacevoli.

Cordiali saluti

         Silvano Bortolin


 

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Da Segretaria Associazione Italiana Non Udente Onlus
Data 08/06/07 09:43  A Stefano Faggian

oggetto: INTEGRAZIONE? siii!!!.  COMUNITA' ? nooo!!!.

INTEGRAZIONE A MARTELLAGO
Tutti gli alunni imparano il linguaggio dei segni per poter comunicare con un compagno non udente
 
clicca qui il testo integrale e foto (pdf) GAZZETTINO Mestre-Venezia

Per integrare un loro compagno non udente hanno imparato tutti il linguaggio dei segni. "Guardami, ti ascolto" è il titolo del mirabile progetto di integrazione realizzato dai 68 alunni di quinta elementare dell'istituto Goldoni di Martellago. Tanto più perché non si è trattato di una iniziativa "spot" ma di un articolato percorso durato l'intero quinquennio, dalla prima, e che ha coinvolto non solo la classe del ragazzo, ma tutti i coetanei: ciò consentirà, in prospettiva, allo studente ipoacustico di mantenere i punti di riferimento acquisiti anche nel passaggio alle medie e con il cambio dei compagni. Il progetto è stato possibile grazie alla nota sensibilità per queste problematiche del dirigente scolastico, Giancarlo Cavinato, alla grande disponibilità degli insegnanti e al decisivo contributo economico dell'Associazione "La Voce di Marta", nata con lo scopo di sostenere azioni mirate all'inserimento dei ragazzi diversabili. Come spiega Mara Piovesan, una delle insegnanti di quinta, partendo dalla constatazione che il ragazzo non udente comunicava solo con il Lis, la Lingua Italiana dei Segni, tutti i suoi compagni e gli alunni coetanei delle altre classi hanno iniziato a frequentare un corso specifico seguiti da un'esperta Olivia Conselvan. Un nutrito monte ore l'anno che ha consentito agli scolari partendo da un apprendimento ludico e creativo, di impadronirsi dei fondamentali del Lis e, quindi, di comunicare con il loro compagno, che adesso è decisamente meno isolato, anzi, parte attiva e integrante della classe e della scuola. A conclusione di questo lodevole percorso quinquennale, le quattro quinte hanno proposto, al cinema Spes, un toccante spettacolo dal titolo "Re 33 e i suoi 33 bottoni d'oro", tratto dall'omonima favola di Claudio Imprudente, animatore diversabile e presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Una storia speciale narrata per lo più con le mani e ascoltata con gli occhi, e con la quale gli alunni hanno voluto lanciare, prima ai compagni di tutta la scuola e poi, in replica, alla cittadinanza, il loro messaggio di accoglienza a tutti coloro che non usano le parole per comunicare.

Nicola De Rossi

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Da: Silvano Bortolin
Inviato: mar 05/06/2007 16.46
A: Stefano Faggian
Oggetto: LIS

 

Spett. Redazione Sordionline,

in riferimento alla lettera , che mi lascia senza parole, pubblicata sul sito ENS inviata al Presidente della Reppublica da un gruppo di interpreti.

Ecco anche voi interpreti della lingua dei segni come gli scrittori usate la parola comunita’ una parola poco adeguata e offensiva.Vorrei vedere che cosa succede quando avrete figli immprovisamente diventati non udenti o nati sordi come reagite rispetto ad altre persone con figli normali.

Portarli all’ ospedale a fare esami, andare dallo specialista , protesizzarli e trovare il sostegno alla scuola, insomma fare tante cose per far cresere i bambini in maniera idonea e risolvere i problemi anche impensabili. Com’ e’ capitato ad mia madre che ha fatto migliaia di viaggi per farmi crescere bene e sono orgoglioso di quello che ha fatto mia mamma senza bisogno della LIS nonostante la mia sordita’ profondissima.

C’e’ il proverbio che dice ogni tanto la mia madre “ non quardare quello che fanno gli altri” e voi continuate a guardare gli altri stati e non a migliorare i servizi sociali in Italia per portatori di handicap e non udenti.

Voi interpreti siete fortunati che avete un opportunita’ di lavoro e provate a pensare che ci sono migliaia senza lavoro e voi avete il coraggio di lamentare per il mancato risconomento  della LIS come vorrebbe l’ ENS.

Voi  avete pensato bene prima di scrivere al Presidente della Repubblica?

Non avete parlato con i genitori dei bambini non legati all’ ENS ?

Non sono contro la lingua dei segni , sono contro l’ interesseramento della LIS solo per Voi e per l’ ENS.

Confido che capiate il mio dissapunto della vs lettera e sono convinto che troverete comunque l’ apprezzamento dei genitori dell FIADDA.

Credo infatti che bastano le piccolezze ad avvicinare l’ accordo sulla LIS in mamiera piu’ adeguata ed accettata da tutti  e non solo da Voi e dall’ ENS.

Cordiali saluti

         Silvano Bortolin


 

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Da Silvano Bortolin
Data 29/05/07 12:45:50 pm  A presidente@nonudentivenetosociale.it

 Sig. Renato,

ho letto sul sito ENS la lettera aperta indirizzata ai ministri e al presidente Ida e vorrei dire qualcosa :  noi sordi non siamo una "comunita", e' una parola poco adeguata e mi sento offeso perche' non faccio parte di una razza ma vivo assieme alla gente.

La parola "comunità" per me e' un termine discriminatorio.

Nella lettera ho letto le parole    " I vertici dell' ENS.." , secondo la mia opinione,  l' ENS non e' una azienda metalmeccanica o di un altro settore ma una associazione dei sordi , i dirigenti dell' ente per me sono rappresentati eletti dagli associati e non superiori sui soci. Infine su paragrafo 2)  della lettera non e' vero perche' non e' dimostrato in nessuna parte e so soltanto che i bambini imparano tante cose da piccoli ed anche con qualche impedimento ad  alcuni giochi o sport non influisce fortemente la crescita dei soggetti.

Perche' sulla lettera non si esprimomo i problemi dei  sordi che sono scappati dall' ENS  e come mai a Roma c'e'ne' una decina di associazioni dei sordi ?

cordiali saluti Silvano Bortolin

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Da Silvano Bortolin
Data 29/05/07 12:39:12 pm  A  presidente@nonudentivenetosociale.it

Spett. Redazione

vi scrivo In riferimento alla lettera aperta di Agostino Randazzo inviata ai ministri.

Ecco un altro scrittore che usa la parola “comunita’” ma secondo me non ha capito bene...

Non e' vero che la FIADDA  e' contraria alla comunita' dei sordi ma e' contraria ad usare la parola  comunita’ che e' poco adeguata........e offensiva secondo me.

Perche' nella lettera inviata ai ministri cita  i famosi maestri dei segni e non i maestri dell' oralismo come Rosa Marelli Vergani?

Come mai anche gli scrittori scrivono con vivacita’ ai ministri?

E' troppo comodo scrivere come vogliono loro e non come vedono le persone non udenti nella societa’ normale .

Mi pare che il sig. Agostino non guarda  bene  intorno e pretende di fare quello che dice lui come sig. Renato l' altro scrittore............

Voi scrittori , sigg. Renato e Agostino , approfondite solo argomenti che vi interessano .......

Mi sembra strano che voi appoggiate solo l’ ENS  e non altre associazioni anche perche’ e’ unico ente che protegge e assiste i sordi ( com’e’ e’ scritto sulla stemma dell’ Ente) !

L’ Ente protegge e assiste  i sordi ? non ci credo .....  ad esempio  ho visto un brutto avvenimento che mi e’ impresso:  tanti anni fa il presidente del circolo della provincia in cui risiedo faceva parte della commisione medica ed, in una visita,  ha bocciato una persona sorda profonda perche’ non era iscritta all’ Ente !!!!

Vi sembra giusto ?

Poi ho letto qualche giorno fa su un sito che un gruppo di non udenti non possono partecipare alle gare di pesca perche’ non sono iscritti ?

Ma perche’ l’ ENS deve avere il monopolio di tutto cio’ che riguardano i problemi dell’ udito?

Non sono contro l’ Ente ma contro il sistema perche’ agisce come una azienda metalmeccanica/chimica e non come associazione.

Non sono contro la lingua dei segni e  non mi ispira molto l’ impianto cocleare ma nessuno sprona lo sviluppo tecnologico a favore dei minorati dell’ udito e la gratuita’ dell’ assistenza protesistica agli stessi soggetti ( adesso che si vendono solo digitali si deve pagare la differenza per “approfittare” le ditte?)

Cordiali saluti Silvano Bortolin

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Da Silvano Bortolin
Data 29/05/07 13:12:27 pm  presidente@nonudentivenetosociale.it

Ciao a tutti,
io sono veramente stufa di questi maledetti impianti! Sono una ragazza udente, e studio scienze del linguaggio e lingua dei segni italiana all'Univesità di Venezia...devo dire che la mia rabbia cresce sempre di più, quando sento e leggo testimonianze di persone sorde impiantate. Credo che sia un'operazione inutile, costosa e rischiosa. Spesso i genitori udenti ROVINANO la vita del figlio sordo, ora Basta! Ognuno ha il diritto di scegliere per la propria vita e non è giusto che ad un bambino sordo gli venga negata la libertà di decidere. Giustament e un impianto costa 50.000 euro, ed è ovvio che i medici facciano vedere solo un lato della faccenda. Ma chi dice alle famiglie il pericolo che incontrano con l'impianto? Chi dice loro: è raro che un impianto funzioni?

Il bambino potrebbe manifestare problemi fisici se non mentali?
Perchè negare al bambino di conoscere la sua lingua (quella dei segni), la sua cultura e la sua storia?

Per una volta vorrei che fossimo noi udenti costretti a imparare la LIS, a farci un impianto cocleare per diventar sordi....ma non sarebbe MAI, al pari del dolore che noi udenti(non tutti ovviamente), provochiamo ai sordi. Le lingue dei segni sono riconosciute lingue in tutto il mondo. Perchè in italia si è arrivati solo ora? In America c'è un'intera Università per sordi. Qui non c'è neppure un asilo! Solo pochi Istituti. Dovrebbero abolire l'impianto, è come fosse una tortura! Preferisco le protesi, almeno quelle si possono levare, se non funzionano! Una volta fatto l'impianto, funzionante o no, non si torna più indietro! Prego veramente, chi ne sa più di me, di fare vera informazione, e prego tutti i sordi di pensarci tantissimo prima di operarsi. Avete il vantaggio del bilinguismo, una lingue e una cultura bellissima...perchè volete rovinar tutto per assomigliare a noi udenti?

Il contributo di Marta

 silvanobortolin:
Lei e' Marta che scrive sul forum dell' ENS LIS si LIS no ?
Se Lei e' udente come fa a conoscere tutti i problemi dell' udito?
Lei e' entrata nella cavita' delle associazioni e dell' ENS per capirli?
Purtroppo ci sono dei genitori che l' impiantano e che vogliono l' insegnamento orale e dei genitori che non l' impiantano e che vogliono la LIS.
Tutto non dipende da te ma dai genitori.
Perche' ai bambini devono insegnare la cultura e la storia del LIS?
Non dovra' micca mandare i bambini al "Milionario" del canale 5?
Siamo nel 2007 e non nel medio evo
ciao
Silvano

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Gli impianti cocleari... secondo Amplifon
Inviato il Tuesday, 02 July @ 00:22:25 CEST di bigmark

news

L'altro ieri il giornale di Brescia ha pubblicato una 'risposta' dell'Amplifon a Mauro Mottinelli riguardante il suo intervento sugli impianti cocleari e la lingua dei sordi. L'amplifon sostiene che la LIS non è una LINGUA ma è un linguaggio gestuale... e che non è usato da una comunità :)))
Ragazzi! Siamo diventati FANTASMI!
A seguito della lettera apparsa sul Giornale di Brescia il giorno 22 maggio scorso, la Società Amplifon, distributrice per l’Italia di impianti cocleari Cochlear, ha il piacere di esprimere il suo punto di vista su quanto il signor Mottinelli ha messo in evidenza riguardo all’utilità del suddetto impianto.
L’impianto cocleare è un vero organo sensoriale artificiale e consente agli ipoacusici gravi o profondi di diventare normoudenti dando loro la possibilità di integrarsi perfettamente nella società. Con questo tipo di protesi, i bambini che nascono con deficit uditivo hanno l’opportunità di evitare ritardi nello sviluppo del linguaggio e acquisire il più normalmente possibile tutte le formanti linguistiche.
Proprio perché il soggetto impiantato non è più un individuo sordo, la terapia logopedica si basa sul metodo uditivo e non su quello gestuale, metodo, quest’ultimo, che è ad uso esclusivo dei soggetti sordi. Il linguaggio dei gesti, in realtà, non costituisce a tutti gli effetti una lingua intesa come prodotto culturale di una comunità: è solo un modo di comunicare, in alternativa a quello tradizionale, che i sordi hanno perfezionato negli anni.
L’impianto cocleare è uno dei più importanti traguardi per coloro che da anni studiano il modo per correggere i deficit uditivi, utilità ed efficacia non sono in discussione. Resta comunque sempre una libera scelta dell’individuo adulto o della famiglia nel caso di un minore, la correzione mediante intervento chirurgico della patologia in questione. Tutte le persone che lavorano ormai da tempo con gli impianti cocleari non perdono di vista l’individuo in quanto tale, ma gli offrono la possibilità di un’integrazione il più completa possibile all’interno di una società difficile come la nostra, che non esita in qualunque momento a discriminare chi viene ritenuto in qualche modo «diverso». Il percorso riabilitativo post-impianto è complesso e va studiato in modo differente per ogni singolo paziente, che come sottolineava il signor Mottinelli, è diverso. La terapia va impostata da logopedisti specializzati nel recupero dei soggetti portatori di impianto e i risultati già a medio termine sono davvero entusiasmanti.
La motivazione e il modo con cui ci si relaziona all’impianto sono di fondamentale importanza per quello che sarà il risultato applicativo e nel caso di un bambino tutto il coraggio viene dai genitori che da sempre cercano e vogliono il bene dei figli; tutto questo per porre in evidenza l’assoluta responsabilità e buona fede di tutti i genitori che con coraggio affrontano il duro percorso riabilitativo, e verso i quali va la nostra ammirazione. MONICA MAZZA
Uff. Protesi Impiantabili
Amplifon Spa
Milano

 

 

 

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