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Per i bimbi muti indietro di 50 anni Si smantella la struttura di Marocco. E i piccoli rischiano di tornare in Istituto |
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Si torna indietro di cinquant'anni - dice sconsolato il dottor Renato Luppari del reparto di Otorino dell'Umberto I - con i bambini sordomuti che tornano negli istituti.La storia è assolutamente raggelante perchè un servizio che funzionava egregiamente è stato smantellato e il futuro ha il colore grigio dell'Istituto per i bambini che nascono sordi. Pensare che il Centro audio fonologico di Marocco è sempre stato un punto di riferimento per tutti i bambini che avevano la sfortuna di nascere sordi. Esiste dal dopoguerra e nel corso del tempo è riuscito a rendere accettabile, a centinaia di sordi, il proprio handicap Perchè non è detto che si debba soffrire e basta, tra logopedia e musicoterapia, psicomotricità e tanta capacità umana da parte dei logopedisti e degli infermieri, i bambini un po' alla volta recuperano. Teniamo presente che i bambini nascono sordi e diventano muti perchè non riescono a percepire i suoni e i rumori, dunque più di una volta è possibile recuperare l'abilità della parola, utilizzando quel residuo di udito che spesso c'è Ma l'Organizzazione mondiale della sanità - spiega il dottor Renato Luppari - raccomanda una diagnosi sempre più precoce della sordità perchè si è visto che un bambino "protesizzato" entro l'anno d'età ha molte più possibilità di recupero di un bambino al quale viene applicato l'apparecchio a 7-8 anni. C'è poi da tener presente che negli ultimi anni anche da noi è stata introdotta una nuova diagnostica, inventata da uno scandinavo. Si tratta di questo, banalizzando: con un aggeggio grande come una matita, introdotto nell'orecchio del bimbo mentre dorme, si inviano all'orecchio alcuni rumori, secondo una certa frequenza L'apparecchio registra il "ritorno" di questi suoni e, sulla base della risposta, il medico sa se il bambino è sordo o meno. La riuscita? Cento per cento dei casi. Dal 1990, quando il dottor Renato Luppari ha iniziato questa esperienza, prima ancora che si utilizzasse questo nuovo marchingegno, sono stati visti 35 mila bambini e sono stati trovati 25 casi. Subito, entro gli otto mesi, è stata fatta la protesi e i bambini adesso praticamente parlano. "Teniamo presente che l'obiettivo è quello di portarli ad un livello tale di linguaggio che possano laurearsi senza problemi - spiega Luppari - che ha sempre lavorato con passione alla diagnosi precoce - "perchè sapevo di poter contare sulla struttura super specialistica di Marocco. Che ha sempre sfornato logopedisti bravissimi soprattutto con bambini molto piccoli Che vanno seguiti giorno per giorno". Ad un certo punto che cosa è successo, un paio di anni fa? Che la Provincia, proprietaria della struttura di Marocco, si è accorta che non poteva più pagare perchè ha istituzionalmente un compito di assistenza e non di riabilitazione. E così i logopedisti sono passati in carico all'Ulss ed esattamente alla Neuropsichiatria infantile. Risultato: li hanno mesi ad insegnare. Erano cinque e sono diventati tre. Ma quel che è più grave è che i bambini sordi, invece di andare tutti a Marocco, adesso sono sparsi dappertutto e i logopedisti non sono in grado di garantire loro più di un'ora la settimana di terapia riabilitativa. "Un'ora è come non fare nulla" - spiega il dottor Luppari - che ancora spera che l'Ulss possa fare una convenzione con la Provincia per rimettere in piedi Marocco Ma intanto per due gemellini è già scattata la tagliola: sono stati mandati in istituto. A Salerno. Chiusi dentro quattro mura e buttata la chiave. Come cinquant'anni fa.Maurizio Dianese |