Newsletter N.62 del 26 gennaio/2 febbraio 2005 - RAGGIUNTE 12000 FIRME!
Raggiunta quota 12.000 firme!!!
L'Assemblea Permanente ha completato la raccolta delle richieste 12.000 firme, raggiungendo il quorum richiesto per dal regolamento comunale per la petizione referendaria. Sono in corso di completamento i conteggi ed a breve sarà programmata la consegna finale agli uffici comunali con la quale avrà inizio il processo amministrativo che dovrà portare alla consultazione referendaria consultiva. Il quesito referendario chiede ai cittadini la scelta sul mantenimento o sull'allontanamento delle produzioni connesse a cloro, cvm e fosgene.
Va sottolineato che il regolamento comunale veneziano per i referendum consultivi richiede un numero elevatissimo di firme in proporzione ad altre consultazioni referendarie: il numero di 12.000 circa (in realtà ne sono richieste 11.765 firme) deriva dal calcolo del 5% degli elettori del Comune di Venezia. Il regolamento attualmente vigente in sostanza è fatto per scoraggiare le iniziative referendarie nel Comune. I numerosi volontari mobilitati dall'Assemblea Permanente (sono oltre un centinaio le persone che si sono attivate in tutte le zone frequentate del comune di Venezia negli ultimi due mesi dedicando intere giornate alle sottoscrizioni!) hanno dovuto ottenere le firme nella misura di un elettore su venti. A titolo di esempio, il regolamento per le consultazioni regionali del Veneto richiede solamente 5000 firme (ma da raccogliersi nell'intera Regione!). Nonostante la difficoltà rappresentata dal numero elevato, l'Assemblea in realtà ha raggiunto agevolmente il quorum, stante la forte risposta della gente e la sensibilità al problema del rischio chimico e dell'inquinamento (e naturalmente il notevole impegno dei sostenitori!). Infatti il quorum è stato raggiunto con un mese di anticipo sui tre mesi disponibili, e va ricordato che le prime 5000 firme sono state raccolte già integralmente nel primo week-end "Referendum Day".
Ultima uscita dei sostenitori per la raccolta delle firme "di sicurezza" per coprire i pochi possibili casi rimasti di "firme doppie" che venissero scartate in sede di segreteria comunale negli ultimi moduli consegnati. Sabato 29 a Mestre al quartiere Don Sturzo fronte supermercato In's Carla, Luigi, Stefano, Anthony, e poi domenica 30 Ferdinando, Stefano (entrambi in "trasferta" dal Pertini), Anthony, e Stefano "don sturzo" hanno raccolto oltre 150 firme - evidente la sensibilità ai temi ambientali da parte dei cittadini residenti nel quartiere! A Marghera in Piazza Mercato ha funzionato molto bene il "presidio standard" di Enrico, Sonia, Alberto, Roberto, Piero - con 150 firme ed intervista finale a Roberto & Anthony per Antenna Tre Veneto (intervistava Annamaria Parisi). Umberto ed artisti - Andrea, Sergio - con Annalisa, Claudia & Sandro, Betta e Cristina di Venezia, Maurizio, Lucia, Alain ed amici, a Venezia davanti al supermercato Coop ed a Rialto hanno raccolto oltre 200 firme.
A seguire lunedì 31 gennaio è stato allestito uno stand al Palasport Taliercio nell'occasione dell'avvio del progetto "Cambieresti?", testimonial Beppe Grillo, presentava Gian Antonio Stella, dove mille famiglie della città hanno aderito ad un modello di vita più consapevole orientato alla riduzione dei consumi ed al rispetto ambientale. Come degna chiusura, con una "presenza in forze" in un banchetto ultra visibile ed iperaccessoriato, Umberto (sempre attivo!), Enrico, Sonia, Roberto, Annalisa, Mirco, Maurizio, Antonella, Luigi (Antonella e Luigi hanno peraltro aderito a "Cambieresti" ... bravissimi!), Franco, Roberto & amici del wwf, Anthony, Marco, Michele "videoman", sono state raccolte 250 firme durante l'apertura e durante lo spettacolo (abbiamo corso per riuscire a fare firmare tutti ... lo slogan era "l'ultima occasione per firmare contro cloro/fosgene/cvm!").
Festa di Fine Raccolta!!!
L'Assemblea Permanente sta già predisponendo le iniziative successive, tra cui - prima di tutto! - vi sarà la "Festa della fine raccolta", lunedì 21 febbraio, al Vapore a Marghera, alle 20:00, cui sono invitati tutti coloro (e sono molti!) che hanno partecipato alla raccolta referendaria. Sono invitati anche stampa e sostenitori!
Programma della serata:
- 20:00 Buffet
- 21:00 Ringraziamenti
- 21:30 FESTA IN MUSICA!!!!
Nel corso della serata verranno proiettati alcuni video sulla raccolta firme appena conclusa.
La serata intende peraltro rafforzare il forte legame che si è creato tra l'Assemblea Permanente ed associazioni del comitato referendario ed i cittadini coinvolti delle diverse realtà territoriali del Comune di Venezia (a Mestre, Marghera, Venezia, Lido, Burano, Campalto, etc) nella comune intenzione ad affrontare in maniera concreta ed in tempi certi la questione ambientale.
Ora la questione primaria riguarda l'effettiva realizzazione della consultazione referendaria: una volta raccolte le numerose firme richieste, come da regolamento comunale, non ci dovranno essere compromessi su di una questione che è estremanente concreta e non si presta a negoziazioni politiche. La prossima amministrazione comunale, non appena insediata, dovrà garantire ai cittadini la possibilità di esprimersi in una consultazione popolare sulla scelta che, lungi dall'essere una questione da "addetti ai lavori", riguarda la sicurezza e la salute di tutti noi.
La chimica pericolosa dentro le nostre case e dentro di noi
Per un consumo consapevole
- Si segnala (vedasi più avanti) la lodevole iniziativa di Greenpeace di analizzare, azienda per azienda, prodotto per prodotto, le politiche di eliminazione degli inquinanti più pericolosi dai prodotti di uso comune. Con particolare riguardo ai composti in pvc, rigido e morbido, ed ai pericolosi ftalati;
- Il WWF ha presentato pubblicamente i risultati di un'analisi intesa a ricercare nel sangue gli inquinanti di cui è nota la pericolosità per l'uomo. I risultati (più avanti riportati) sono inquietanti!
Rassegna Stampa
- Si segnalano alcune notizie relative al mercato delle emissioni di CO2 connesse al propotocollo di Kyoto - e la connessa preoccupante presa di posizione del Ministro dell'Ambiente (da Business International). Si allega un commento da MeteoLive che riguarda il Petrolchimico.
- Si allega il corposo intervento di Nicoletta Benatelli relativamente al processo del petrolchimico su "Modus Vivendi" di questo mese.
Saluti,
Assemblea Permanente contro il Pericolo Chimico
sito web http://www.margheraonline.it/ (visitatelo! c'è l'archivio di tutte le newsletter, dei giornali dell'assemblea, video, foto, etc etc!!!)
mailing list margheraonline@domeus.it (non scrivete a questo indirizzo ma a quello qui sotto! - "domeus" è il sistema/tecnologia a supporto degli invii)
per scriverci: info@margheraonline.it (leggiamo i vostri invii quotidianamente!)
per incontrarci: venite! ci riuniamo ogni mercoledì sera alle 21:30 al Municipio di Marghera in Piazza Mercato da oltre due anni! (ecco perché "permanente" ...)
Coloro che volessero contribuire con propri scritti possono farlo avendo cura di trasmettere testi (corretti e riletti!) non troppo lunghi, in formato testo, html, word o simile, con riportati nome e cognome dell'estensore. Si prega di limitarsi a considerazioni strettamente connesse al tema di riferimento dell'Assemblea, e possibilmente non legate a tematiche politiche. Contributi grafici originali (fumetti, fotografie) sono parimenti benvenuti, possibilmente di dimensione in kbyte non eccessiva.
Alla mailing list (la newsletter è settimanale) ci si iscrive direttamente dalla prima pagina del sito: www.margheraonline.it : ditelo ai vostri amici!
NB: i dati personali utilizzati per l'invio della presente newsletter sono trattati in conformità del D.Lgs.196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali". Nel caso in cui si desideri interrompere il ricevimento della newsletter oppure cambiare l'indirizzo di posta elettronica dove ricevere la newsletter si seguano le istruzioni del fornitore di servizio Domeus riportate in fondo al messaggio.
Greenpeace
- GUIDA AI COMPOSTI CHIMICI PRESENTI NEI PRODOTTI DI USO COMUNESu: http://www.greenpeace.it/inquinamento/chimica/databaseprodotti.pdf si trova un aggiornato database di aziende, marchi, prodotti corredati di una classificazione in rosso/giallo/verde per valutare il contenuto in termini di materiali tossico/nocivi come ftalati, ritardanti di fiamma, ed in termini di sostenibilità ambientale valutando il contenuto in termini di presenza o meno di pvc.
Codici Greenpeace:
Rosso Il produttore / rivenditore ci ha informato che il prodotto contiene uno o più inquinanti chimici pericolosi e che non hanno alcun programma per la loro eliminazione, OPPURE il produttore / rivenditore si è rifiutato di fornirci informazioni riguardo al proprio prodotto.
Giallo Il produttore / rivenditore ci ha informato che il prodotto contiene uno o più inquinanti chimici pericolosi, ma ha anche specificato una data entro la quale questi composti saranno eliminati.
Verde Il produttore / rivenditore ha dichiarato esplicitamente che il prodotto non contiene sostanze estremamente problematiche.
Dal WWF:
http://www.wwf.it/news/2812005_7799.aspDopo quelli effettuati dal WWF sui parlamentari e i ministri dell'Ambiente europei, si tratta del primo test di questo tipo mai realizzato in Italia. Diciotto i volontari testati, 6 donne e 12 uomini: gli attori Massimo Wertmuller, Serena Rossi, Michelangelo Tommaso, Margot Sikabony, i giornalisti Donatella Bianchi e Giovanni Anversa, i politici Antonio Guidi, Willer Bordon, Enrico Gasbarra, Giulio Schmidt, Paolo Russo, Fabrizio Vigni, Giovanna Melandri, Anna Donati, Valerio Calzolaio, Vittorio Sgarbi, Vittoria Ciacci della FIDAS (che e' partner dell'iniziativa e ha fornito supporto e personale per i prelievi) e il Segretario Generale del WWF, Michele Candotti. Firma anche tu la petizione rivolta ai parlamentari europei per ottenere una normativa più stringente in materia di produzione e commercializzazione di sostanze chimiche >>
"I risultati indicano come nel sangue umano sia possibile ritrovare un gran numero di inquinanti tossici e pericolosi per la salute - ha detto il prof. Silvano Focardi, Preside della Facoltà di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali dell'Università di Siena, membro del Comitato Scientifico WWF -. In alcuni casi si tratta di composti come il DDT o i policlorobifenili (PCB), che non vengono utilizzati da molti anni nelle nostre aree geografiche. Accanto a questi "vecchi contaminati" ne sono stati ritrovati altri come i polibromodifenileteri (PBDE) di cui non si conosceva la presenza nell'uomo. Anche se il campione è limitato, e le concentrazioni ritrovate sono modeste e non indicano un danno immediato per l'organismo, tutti questi contaminanti vengono considerati potenziali distruttori endocrini, tossici per la tiroide e per il sistema immunitario. A maggior rischio sembrano i bambini. Dai risultati emergono infatti differenze di contaminazione tra i due sessi, che, almeno per i contaminanti sopra ricordati, possono essere attribuiti agli effetti della gravidanza e dell'allattamento. Questi processi permettono infatti di "liberare" le madri da una notevole parte del carico di inquinanti accumulati nel tempo, trasferendoli ai figli attraverso il cordone ombelicale e il latte materno. Tutto questo in una fase estremamente delicata e critica della vita".
"I risultati sono inequivocabili: tutte le persone sottoposte al test, indipendentemente dai luoghi in cui vivono, sono risultate contaminate da sostanze pericolose per la salute. Certo il WWF non intendeva condurre un'analisi statistica, ma i testimonial e i politici coinvolti sono comunque tutte persone che conducono una vita normale e non esposte professionalmente al contatto diretto con queste sostanze. E' un livello di rischio intollerabile, a fronte dell'aumento esponenziale delle patologie tumorali, del sistema endocrino e riproduttivo. Non è più procrastinabile l'approvazione di un nuovo regolamento sulla chimica a livello europeo che ponga in primo piano la difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini: è questa la richiesta del WWF agli europarlamentari italiani e al nostro Governo", ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Campagne Internazionali WWF Italia. Sullo stato di avanzamento del regolamento ha parlato il relatore della proposta di legge, l'eurodeputato Guido Sacconi, anche lui sottoposto, lo scorso anno, al test del sangue effettuato dal WWF Internazionale. Leggi l'articolo dal sito di Repubblica >>
I risultati del biomonitoraggio sono stati esposti e commentati da esperti quali Silvano Focardi (il sangue è stato analizzato all'Università di Siena), e Donatella Caserta (Professoressa Ginecologia e Ostetricia Università dell'Aquila), mentre sono intervenuti anche Agostino Macrì e Alberto Mantovani (Dipartimento Sanità alimentare ed animale dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha parlato dei rischi degli interferenti endocrini) Alberto Donati, Vice Presidente di Federchimica, Marcello Spanò dell' ENEA, Aldo Ozino Caligaris (Presidente FIDAS), e Valentino Mercati di Aboca, l'azienda che sostiene la campagna DeTox-Svèlenati del WWF.
La campagna internazionale WWF "DeTox Svelénati" mira all'eliminazione graduale delle sostanze pericolose tramite l'approvazione del nuovo regolamento europeo in materia di sostanze chimiche, "REACH", acronimo che sta per Registration, Evalution, Authorisation of Chemicals.
RISULTATI
- Ogni volontario esaminato presenta nel sangue una miscela di inquinanti, potenzialmente pericolose per la sua salute
- Tutti e sei i gruppi di inquinanti considerati sono stati ritrovati nel sangue dei volontari
- Sono stati rilevati nei volontari 65 dei 111 contaminanti considerati
- Tranne un solo individuo, nel sangue del quale sono stati riscontrati in totale 9 contaminanti, ogni volontario presenta nel proprio sangue almeno 40 diverse sostanze chimiche
- Il numero più elevato di contaminanti riscontrato in uno stesso soggetto è stato 59, in media ne sono stati rilevati 47
- La sostanze chimiche riscontrate in maggior quantità nel siero di sangue sono state il fenantrene con un valore di concentrazione di 1632 ng/g b.l. ed il pp'-DDE (un metabolita del DDT), con un valore di 744 ng/g b.l.. I valori medi, anch'essi tra i più alti, sono stati rispettivamente di 435,93 ng/g b.l.e 114,55 ng/g b.l..
- I metalli pesanti sono gli unici ed essere stati analizzati sul sangue intero, il Piombo (Pb) è risultato prevalere su Mercurio (Hg) e Cadmio (Cd), con una concentrazione massima di 0,4 µg/g p.s. ed una media di 0,27 µg/g p.s.. Il fumo di sigaretta è una delle principali fonti di contaminazione per quanto riguarda questo metallo.
Considerazioni conclusive
Le analisi effettuate in questa indagine hanno confermato che nell'uomo è possibile ritrovare un gran numero di inquinanti molto tossici per l'ambiente e la salute degli organismi. Questo nonostante che molti di questi composti non vengano più utilizzati da anni nelle nostre aree geografiche. In tempi recenti a questi "vecchi contaminati" se ne sono aggiunti di nuovi, altrettanto pericolosi, che sono stati considerati in questo studio.
Tutti i contaminanti determinati nel sangue umano costituiscono un pericolo per la popolazione, rappresentata dal campione di persone che, volontariamente, si è sottoposto alle analisi. Ma a rischio lo sono, in particolare, certe categorie di individui, ed, in primo luogo, i bambini. Infatti si può ipotizzare che le differenze di contaminazione evidenziate in questo studio tra uomini e donne, almeno per i contaminanti organici analizzati, siano dovute al contributo di gravidanza ed allattamento, nel liberare l'organismo di una notevole parte del carico di inquinanti accumulati nel tempo. L'attenzione dovrebbe, quindi, essere rivolta ai neonati ed ai lattanti che si trovano esposti, ad un notevole carico di inquinanti, prima attraverso il cordone ombelicale e, successivamente, con il latte materno, in una fase estremamente delicata della vita biologica, quale la formazione di organi ed apparati e la crescita.
Il rapporto completo è su:
http://www.wwf.it/ambiente/dossier/SintesiREPORT.pdfIn questa sezione sono riportate le notizie-flash emesse da Business International e disponibili sul sito web
www.biweb.it cui consigliamo senz'altro di riferirsi per maggiori dettagli.Da: Business International dell'11/1/2005
Petrolio a 160 dollari al barile tra 5 anni
http://www.biweb.it/home/news/news.asp?id=7428
Nel giro di qualche anno il prezzo del petrolio arriverà a 160 dollari al barile, producendo, nella migliore delle ipotesi, tassi d'inflazione molto elevati. Nella peggiore l'economia mondiale entrerà in una fase di profonda depressione. La previsione è di Stephen Leeb, presidente di Leeb Capital Management.
"Il problema è che ci sono 2,3 miliardi di persone in India e Cina. Oggi questi due Paesi usano 5.500 barili di petrolio l'anno per persona, mentre i Paesi ricchi ne usano 39 mila. Indipendentemente dalle previsioni sull'offerta globale, è chiaro che non ci sarà abbastanza petrolio per soddisfare la domanda di altri 2,3 miliardi di persone", spiega infatti Leeb.
Con la crescita economica di India e Cina, la domanda di petrolio potrebbe crescere del 6% l'anno, contro l'attuale 2%. Oggi già non c'è alcun eccesso dell'offerta, e si opera sul 95%-99% della capacità. L'unico modo in cui il sistema potrà rispondere ad un massiccio aumento della domanda sarà con un massiccio aumento dei prezzi.
Alla fine del 1999 il petrolio costava circa 10 dollari al barile. Da allora i prezzi sono aumentati di circa il 29% l'anno. Estendendo semplicemente questa tendenza nel tempo, il prezzo arriverà a 100 dollari tra tre anni e a 160 tra cinque. E tutto questo escludendo crisi geopolitiche significative nei Paesi produttori.
Come detto, le conseguenze potrebbero essere inflazione o depressione. Tuttavia Leeb vede anche una prospettiva più rosea. "Con l'aumento continuo del prezzo del petrolio, si potrebbe organizzare uno sforzo mondiale per sviluppare energie alternative", conclude.
Da: Business International del 10/1/2005
Europa: scambiato più di 1 milione di tonnellate in una settimana
http://www.biweb.it/home/news/news.asp?id=7426
La scorsa settimana, per la prima volta da quando, nel febbraio 2003, è iniziato il commercio di crediti di emissione, il mercato europeo ha registrato scambi per più di un milione di tonnellate di Co2. Per la precisione, i quantitativi scambiati sono stati pari a 1,02 milioni di tonnellate.
Secondo gli analisti questo significa che il mercato europeo, dopo due anni di preparazione, è ormai pronto a funzionare a pieno regime.
L'incremento dei volumi è andato di pari passo con un significativo movimento dei prezzi. Infatti, martedì 4 gennaio il mercato ha aperto con un prezzo di 8,40 euro per tonnellata, e nel pomeriggio di giovedì ha chiuso a 7,60 euro per tonnellata.
Da: Business International dell'11/1/2005
L'Italia si svincola da Kyoto
http://www.biweb.it/home/news/news.asp?id=7458
I limiti previsti dal Protocollo di Kyoto? Accettabili su base volontaria. Dalla capitale argentina il Ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, ha fatto una decisa sterzata verso la Casa Bianca sulla questione del contenimento dei gas serra.
Matteoli sposa l'idea di partnership e accordi bilaterali fra i vari Paesi piuttosto che quella di protocolli vincolanti per la riduzione delle emissioni. Specie in considerazione del fatto che "alcune delle nazioni, Cina e India in primis, che aderiranno - a partire dal 2012 - alla fase due non paiono intenzionati ad accettare tali restrizioni".
Alle critiche interne ad opera del centrosinistra, si aggiunge la bocciatura, dati alla mano, di Bruxelles. Dei 25 paesi della Ue, solo 4 non hanno rispettato il piano comunitario. Fra questi, appunto, l'Italia, con un +9% di emissioni, a fronte di un obiettivo di diminuzione del 6%.
Dal canto suo, il Governo difende il piano industriale, indicando nel maggior fabbisogno interno di elettricità la causa dell'incremento di anidride carbonica nell'atmosfera.
Secondo Matteoli, scegliere la strada della contrapposizione a Usa, Cina e India "non è realistico". Per gli ecologisti, al contrario, il Belpaese merita il premio "fossile del giorno". Boutade e contrasti a parte, all'indomani di una catastrofe come quella che ha colpito il Sudest asiatico, la questione si fa più attuale e delicata che mai.
Andrea Ciocci
Da: Business International del 11/1/2005
http://www.biweb.it/home/news/news.asp?id=7461
Energia, cresce la domanda
Dopo un 2004 in sordina, torna a salire la domanda di elettricità. A dicembre, la richiesta grezza è stata pari a 27,4 miliardi di chilowattora, ossia un 4,3% in più rispetto a dicembre 2003.
La crescita è aumentata di più al nord, con un +5,2%, rispetto al +3,2% del centro ed al 3,1% del sud.
Viene confermata, inoltre, la dipendenza del mercato italiano dagli elettrodotti d'importazione. Infatti, il fabbisogno di energia elettrica è stato coperto per l'84,4% con la produzione delle centrali elettriche nazionali, mentre per il restante 16,6% si è fatto ricorso all'estero.
Pietro Morese
Da: Business International del 16/1/2005
http://www.biweb.it/home/news/news.asp?id=7463
Energia eolica, il vento che tira in Borsa
E se i mercati azionari respirassero la rinfrescante boccata che viene dall'eolico piuttosto che puntare sui tradizionali titoli energetici? Negli ultimi dieci anni, complici i grandi progressi tecnologici - basti pensare alle dimensioni dei mulini, oggi alti fino a 110 metri contro i 40 di venti anni fa - si è arrivati a produrre 32 mila megawatt, e l'Agenzia europea per l'energia eolica (Ewea) stima che per il 2013 si toccherà quota 145 mila. Anche sul fronte dei costi, il vento è competitivo con il gas.
Crescono le potenzialità del settore e di conseguenza l'interesse di operatori e governi. La Danimarca è leader, con il 17% dell'energia globale proveniente da questa fonte, con Spagna e Germania a seguire nella classifica continentale.
Ma il fenomeno è diffuso a livello planetario, e studi dell'Ewea quantificano in centinaia di miliardi di euro gli investimenti in Usa come in Cina.
In tale contesto non potevano mancare i grandi gruppi, con Siemens e General Electric che hanno già acquisito importanti attori del comparto come Bonus Energy e Enron Wind.
Ma il tessuto connettivo è costituito da imprese medie e piccole quotate in borsa. I titoli sono ancora preda di una grande volatilità, specie per via del possibile aumento del prezzo dell'acciaio, materiale di cui sono composte in parte le turbine.
In ogni caso. Il dado è tratto. Un esempio: sul Mar Baltico la Nordex, fra le principali società tedesche nel ramo, sta progettando mulini con pale da 115 metri con potenziali produttivi nell'ordine di cinque megawatt.
Andrea Ciocci
Da "MeteoLive" del 26 gennaio 2005
"Oggi si muore di molti mali, vecchiaia...droga...cancro, terrore di molte persone..." così esordiva Papa Karol Wojtila a Caravaggio nel 1992.
Già il cancro, terrore di molte persone.
Sapete qual è la zona italiana dove si muore maggiormente di cancro oggi in Italia? Quella di Marghera, Venezia.
Ad inventarsi Porto Marghera è, nel lontano 1917, Giuseppe Volpi di Misurata. Così una palude malarica si trasforma in breve in terraferma e diventa un polo industriale di grande livello, talmente grande che ad oggi nella Laguna di Venezia vengono riversate, ogni anno, con gioia, le seguenti sostanze:
- 70 tonnellate di solventi organici
- 220 chili di cloroformio
- 2 chili di tetracloruro di carbonio
- due tonnellate di dicloroetano
- 320 chili di tricloroetilene
- 4000 chili di tetracloroetilene
- 22 tonnellate di bromoformio
Vi basta?
Forse vi state chiedendo come si sia arrivati a tutto questo?
Negli anni 50 a Marghera si inizia la produzione del Pvc, cloruro di vinile: tanto per intenderci è la materia plastica usata per fare bottiglie, pellicole per alimenti, tubi.
A Marghera prende corpo un grande pilastro dell'economia italiana, che negli anni 70 conosce il suo momento di gloria: stiamo parlando del Petrolchimico.
"Vai a lavorare al Petrolchimico" dice il buon padre di famiglia al ragazzo che non vuole studiare e non sente ragioni. E lo dice con orgoglio, ora anche il Veneto ha le sue industrie, le sue fabbriche, mica solo la Lombardia. Orgoglio veneziano...Comprensibile allora. Chi ci pensava al cancro...l'importante era lavorare e soprattutto non emigrare più.
Negli anni 70 a Marghera la nebbia si taglia con il coltello, ma non è solo nebbia, sono 242 mila tonnellate di fumi tossici;
senza contare le 22mila tonnellate di composti tossici, molti dei quali cancerogeni che finiscono in acqua, fa niente se poi a Sottomarina, Jesolo, Bibione ci fanno il bagno, anzi, magari fa bene alla dermatite e all'acne giovanile...
Meglio stendere un pietoso velo sulle 80milioni di tonnellate di fanghi tossici scaricate in laguna e nell'alto Adriatico.
A dare l'allarme ci pensa, ma bisognerà aspettare il 1994, l'ex operaio Giovanni Bortolozzo, che si accorge che i suoi colleghi di lavoro sono morti tutti, uno dopo l'altro e non certo di vecchiaia, ma di cancro. Chi l'avuto ai polmoni, chi al fegato, chi al cervello...
Si scroprirà dagli scritti di Bertolozzo che fino al 1970 le pulizia delle autoclavi veniva fatta manualmente con l'operaio calato all'interno a scrostare il polimero.
Il lavoro di essiccamento del prodotto, si svolgeva in mezzo a nuvole di polvere che conteneva cloruro di vinile.
Nel 1974 i convegni scientifici stabilirono l'alta cancerogenità del prodotto.
Le vittime del cloruro di vinile a Marghera furono ben 157, i malati oltre 100.
Il processo contro il Petrolchimico iniziò nel 1998. Ecco l'accusa: strage, omicidio, lesioni plurime ai danni degli operai.
Sempre nel 1998 vengono censiti ben 1500 camini nell'area di Marghera ben 1500 camini che scaricano nell'aria tonnellate di sostanze tossiche e ben 120 discariche abusive di rifiuti tossici nocivi.
Ma chi erano gli imputati al processo per il petrolchimico: gente illustre sapete: ex presidenti Montedison come Eugenio Cefis e Giuseppe Medici, ex amministratori delegati di Montedison Alberto Grandi e Giorgio Porta ed altri ancora.
Il 2 novembre 2001 arriva l'assoluzione dei 28 imputati; una simile decisione sembra motivata dal fatto che tutte le malattie causate dal Cvm sono riconducibili alle esposizioni risalenti agli anni '50 e '60, fino alla metà degli anni 70, quando se ne ignorava la tossicità che fu evidenziata dalla comunità scientifica solo nel 1973.
Nel 1974 Montedison ed Enichem realizzarono gli interventi sugli impianti necessari a ridurre l'esposizione dei lavoratori a livelli compatibili con le norme di protezione stabilite.
L'assoluzione venne naturalmente estesa anche in merito ai reati ambientali. "Erano inquinati anche prima..."
Scusate, ma chi è morto dopo il 74? Sss! Silenzio! Che ti importa, è così e basta.
La verità è che la comunità scientifica nei primi anni settanta pare non abbia ritenuto significativi gli esperimenti condotti dal medico di fabbrica della Solvay, Pier Luigi Viola.
Viola denunciava che concentrazioni molto alte di cloruro di vinile nell'aria producevano tumori maligni nei topi.
MeteoLive vi ha raccontato uno dei tanti scandali ambientali italiani, intanto la gente, in questo caso soprattutto i veneziani, continuano a morire di cancro al fegato e ai polmoni.
Qui in redazione al momento siamo ancora vivi, se volete scriverci, anche solo per sfogarvi o fornire il vostro contributo informativo usate
Da "Modus Vivendi" Scienza, natura e stili di vita di Febbraio 2005 -
http://www.modusvivendi.itMarghera è una frontiera di Giustizia
di Nicoletta Benatelli
Marghera è una frontiera di Giustizia. E' sulle rive della laguna di Venezia infatti che si sta giocando una partita decisiva per una giustizia ecologica, a tutela della salute umana e dell'ecosistema. Punto di forza della giurisprudenza innovativa che la magistratura veneziana sta promuovendo rispetto ai temi ambientali, è la sentenza d'appello per le morti degli operai addetti al cloruro di vinile monomero (cvm) del Petrolchimico e l'inquinamento della laguna, emessa il 15 dicembre scorso. Una sentenza di condanna nei confronti di cinque ex dirigenti Montedison che potrebbe diventare punto di riferimento per altre inchieste italiane sulle morti in fabbrica, ma anche per rilanciare la creazione di un sistema di giustizia internazionale per i crimini ambientali.
Condannati per la morte di Tullio Faggian
Il Pg Fortuna: "Porto Marghera è diventata un crimine contro l'umanità"
ALTRI PROCESSI
Anche i vertici della multinazionale Evc - che è attualmente responsabile della produzione del Cvm al Petrolchimico di Porto Marghera - sono stati di recente condannati per una fuoriuscita di circa tre tonnellate di cvm, avvenuta l'8 giugno del '99 dal reparto cv 22-23.
La sentenza di condanna contro Evc è stata pronunciata dal giudice monocratico Sara Natto nel 2003: assolto per non aver commesso il fatto Graziano Vidotto, presidente del consiglio di amministrazione di Evc Italia; condannati ad otto mesi di reclusione con sospensione della pena i dirigenti Ernst Bartsch, amministratore delegato di Evc per il cvm, Gregor Stewart, responsabile operativo anche per lo stabilimento di Porto Marghera, Carlo Porcu, direttore stabilimento Evc a Marghera, e Lauro Berto, coordinatore sicurezza e ambiente di Evc. Il giudice ha condannato l'azienda anche al risarcimento dei danni per un ammontare complessivo di 457.500 euro.
Il giudice Natto nelle articolate motivazioni della sentenza riconosce gli imputati responsabili di omissione dolosa di cautela, poiché in base alle posizioni ricoperte nell'organigramma aziendale, non sono intervenuti per dotare l'impianto cv 22-23 della migliore tecnologia disponibile come previsto dalle normative in vigore. In capo ai manager Evc, il giudice riconosce l'obbligo giuridico di programmare la sicurezza nell'ambiente di lavoro proprio in base al ruolo ricoperto da ciascuno nell'azienda.
Per il giudice dunque l'emissione di cvm, a seguito della fuga, è un disastro colposo dovuto alla omissione delle cautele che avrebbero potuto renderlo evitabile. Secondo l'accusa sostenuta dal Pm Casson, l'emissione di cvm avrebbe avuto concentrazioni al suolo anche di 7 parti per milione (ppm) per un periodo di 15 minuti e tracce di diossine e furani sarebbero state riscontrate anche in centro storico a Venezia e nella laguna nord a circa 20 chilometri dagli impianti.
Il risarcimento del danno riconosciuto dalla sentenza è nello specifico di 250 mila euro per il ministero dell'Ambiente (avvocato dello Stato Giampaolo Schiesaro), 40mila euro ciascuno per Comune di Venezia e Regione (avvocato Eugenio Vassallo), 47.500 euro per la Provincia (avvocati Adelchi Chinaglia, Marco Giacomini e Ettore Santin) e di 40mila euro ciascuno per l'associazione Medicina Democratica (avvocato Luigi Scatturin) e il WWF (avvocato Angelo Pozzan).
Siti e libri utili
Gli atti del processo Cvm sono pubblicati interamente al sito www.petrolchimico.it
Nel 1998 è uscita un'autobiografia politica di Gabriele Bortolozzo, L'erba ha voglia di vita, edita dall'omonima associazione. Tra i volumi più specifici sull'argomento sono da ricordare invece Cronache della chimica. Marghera e le altre, editore Cuen, a cura dell'ingegner Paolo Rabitti, consulente del Pm Casson, e vari numeri della rivista "Medicina Democratica".
L'intera vicenda processuale ed il suo contesto sono riassunti nel libro Processo a Marghera (Nuova Dimensione editore, 2002), scritto dai giornalisti Nicoletta Benatelli, Elisio Trevisan e Gianni Favarato. Sul giallo dell'accordo internazionale tra produttori di cvm va segnalato Petrolkiller (Feltrinelli, 2002) curato dal prosindaco Gianfranco Bettin e dal giornalista Maurizio Dianese.
Ampi studi sull'inquinamento delle acque sono presentati nel testo scientifico La laguna ferita dei ricercatori Stefano Guerzoni e Stefano Raccanelli (editrice Cafoscarina, Venezia, 2003).
Il numero 70 di "Politeia", rivista di etica e scelte pubbliche, edito nel 2003, è dedicato al confronto tra scienziati e giuristi sulle politiche dell'incertezza così come emerse dal processo al Petrolchimico.
LA STORIA
E' nell'agosto del 94 che l'ex operaio del Petrolchimico Gabriele Bortolozzo invia alla Procura di Venezia un esposto sulle morti degli operai addetti al cvm. E' l'ultimo di una serie, ma questa volta capita nelle mani del pubblico ministero Felice Casson che comprende immediatamente la portata delle denunce. Il Pm Casson avvia l'inchiesta coadiuvato dalla Guardia di Finanza. Nel '97 il giudice per le indagini preliminari Gioacchino Termini decreta il rinvio a giudizio di una trentina di ex dirigenti Montedison ed Enichem. Due i capi di accusa: la morte e la malattia degli operai e l'inquinamento della laguna. Nel marzo del 98 parte il processo di primo grado più di 150 udienze per un totale di un milione e mezzo di pagine agli atti. Durante il dibattimento di primo grado il Pm Casson collega i due capi d'imputazione rilevando come il reato di disastro si connoti sia per le morti e le malattie degli operai sia per l'inquinamento esterno agli impianti ed il pericoli derivato per la pubblica incolumità.
La sentenza di primo grado viene emessa il 2 novembre del 2001 dal presidente Ivano Nelson Salvarani affiancato dai giudici a latere Stefano Manduzio ed Antonio Liguori: i ventotto manaer ex dirigenti Montedison ed Enichem (tra i quali anche Eugenio Cefis che poi morirà prima dell'avvio del secondo grado) sono tutti assolti.
In primo grado comunque vengono ottengono dei risarcimenti: Montedison ed Enichem distribuiscono una settantina di miliardi di lire tra operai malati e familiari di operai morti costituiti parte civile. Inoltre sempre Montedison firma una transazione extra giudiziale con la presidenza del Consiglio - costituita parte civile con l'avvocato dello Stato Giampaolo Schiesaro - di 600 miliardi di lire per i danni all'ambiente.
Il processo di secondo grado parte il 20 gennaio 2004 scorso e dura 43 udienze. Sono 20mila le pagine di memorie depositate lungo il processo. Sono costituiti parte civile oltre a operai malati e famigliari di operai deceduti, anche la Presidenza del Consiglio (solo contro Enichem), Comune di Venezia e Regione (avvocato Eugenio Vassallo), Comuni di Mira e Camapagna Lupia (avvocato Alfredo Zabeo), Provincia di Venezia (avvocato Adelchi Chinaglia), associazioni ambientaliste e sindacati. Anche in secondo grado il Pm Casson punta al riconoscimento della correlazione tra esposizione a cvm e malattie del fegato, nonché tra polvere di pvc e cancro del polmone.
IL REFERENDUM
L'attività dell'assemblea permanente contro il rischio chimico è partita all'indomani del grave incidente occorso al reparto del Toluendiisocianato del Petrolchimico il 28 novembre 2002. In questi due anni gli attivisti - che si ritrovano ogni mercoledì sera al Municipio di Marghera - hanno prodotto decine di documenti, riflessioni e studi sull'area industriale di Porto Marghera.
La sfida è indire un referendum tra la cittadinanza contro la permanenza della chimica del cloro - che include la lavorazione di sostanze pericolosissime come cvm e fosgene - a Porto Marghera. L'obiettivo è raccoglierne 12mila entro fine febbraio, perché il referendum possa avvenire poi nei mesi successivi.
L'attività dei cittadini dell'assemblea si traduce in un'incessante diffusione di informazioni, di dialogo e confronto con le autorità e gli esperti. L'assemblea permanente raccoglie l'eredità culturale emersa dal processo: una lettura critica della storia di Porto Marghera.
"A Marghera oggi l'occupazione diretta riguarda 6mila persone, 12mila con l'indotto - sottolinea l'assemblea permanente nei propri documenti. - Nel settore della chimica del cloro si contano 4mila posti di lavoro. La crisi occupazionale è iniziata tanti anni fa e dipende dalla politica industriale adottata e non certo dalle lotte ambientaliste. Noi siamo al fianco dei lavoratori e ci preoccupiamo anche di loro. Dobbiamo lottare insieme".
Per informazioni: sito internet www.margheraonline.it