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Da oggi parte uno screening epidemiologico sulla sordità geneticamente trasmessa Mai più bambini audiolesi di Antonio Fiasconaro |
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Mai più bambini sordi o sordomuti? Si spera. Ed è la speranza anche di un gruppo di ricercatori palermitani che da questa mattina inizieranno un ambizioso progetto epidemiologico sulla sordità geneticamente trasmessa. Capisaldi sono due ospedali palermitani: l'Istituto Materno Infantile (Imi) che appartiene all'Università e l'azienda ospedaliera "Cervello". Grazie ad un finanziamento di 25 mila euro erogato dall'assessorato comunale alla Salute, guidato da Nino Nascè, sarà possibile anche in Sicilia diagnosticare le anomalie della proteina chiamata "connexina 26" che è fondamentale negli scambi ionici fra le cellule della coclea (organo dell' orecchio interno a forma di chiocciola). Da oggi tutti i bambini che nasceranno presso le unità operative di Ostetricia e Ginecologia dell'Istituto Materno Infantile e del "Cervello", previo consenso informato dei genitori, saranno prelevati campioni di sangue, poi sottoposto ad un test specifico dall'équipe del laboratorio di Genetica molecolare dell'ospedale Cervello. "Tramite questo test genetico – spiega il prof. Giovanni Corsello, direttore del progetto e a capo del dipartimento di Neonatologia e medicina prenatale "Imi-Cervello" – sarà possibile porre una corretta diagnosi di sordità neurosensoriale non sindromica escludendo per esempio cause infettive quali il virus della Rosolia in gravidanza". |