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"CHI SIAMO"

 

sito anno 2007

www.nonudentivenetosociale.it

 
 

 

FEDERAZIONE NON UDENTI VENETO ONLUS VE 0525
SEDE DI VENEZIA

 

stemma Venezia

Associazione Italiana Non Udente Onlus

 TV 0497 VENEZIA

stemma Verona

Associazione Non Udenti Antonio Provolo

VR 0653 VERONA

stemma Padova

Associazione culturale Progresso Sordi

PADOVA

stemma Verona

Associazione Sordomuti Basso Veronese

VR 0654  Legnago - VERONA

storia e biografia... Il rag. Stefano Faggian, non udente, è Presidente della Federazione Non Udenti Veneto, cui sono associate n. 4 Associazioni di sordomuti delle province di Venezia, Padova, Verona e Legnago di VR.

Riportiamo di seguito una breve intervista al Presidente Stefano Faggian

Stefano, come è nata l’idea di costituire questa Federazione? Prima di tutto devo precisare che precedentemente, e cioè esattamente il 20 ottobre 2001, è stata fondata l’Associazione Italiana Non Udente. Successivamente all’uscita dall’ENS (Ente Nazionale Sordi) di varie Associazioni di Non Udenti ho pensato di costituire una Federazione cui potessero far riferimento le Associazioni, particolarmente quelle del Veneto ma non solo, che non si riconoscono più sotto l’’egida dell’ENS. E’ stata così costituita la Federazione Non Udenti Veneto con sede a Mestre - Venezia alla quale aderiscono attualmente n. 4 Associazioni di sordomuti.

Raccontaci ora un po’ di te, della tua storia e della tua esperienza di vita da sordomuto. Quali sono state e sono ancora oggi le difficoltà cui va incontro un sordomuto? Io sono sordomuto dalla nascita e nonostante i problemi, l’imbarazzo, lo sconforto anche a volte che si possono avere man mano che crescendo si acquista la consapevolezza di questo proprio handicap, personalmente non sono mi sono mai fatto condizionare più di tanto da questa limitazione sensoriale. Caratterialmente mi ritengo una persona positiva, che non si abbatte facilmente ed anche nei rapporti interpersonali tutti hanno sempre riconosciuto la mia positività, il mio spirito di iniziativa, il mio entusiasmo contagioso. Ritengo, infatti, che la vita di ciascuno è un dono prezioso e non vale mai la pena di abbattersi, cadere nello sconforto, nella disperazione, ma bisogna invece sempre tenere alto il proprio umore, rimanere sereni allegri, tranquilli, anche in presenza di un handicap come il mio. Nonostante ciò mi arrabbio molto quando vedo tutti gli ostacoli, che spesso solo per cattiveria umana o scarsa sensibilità, vengono messi per rendere la vita dei non udenti più difficile, isolandoli, privandoli dell’esercizio dei loro diritti, facendoli sentire cittadini di serie B. Noi sordomuti, invece, possiamo essere per la nostra società una risorsa preziosa al pari dei cosiddetti normodotati, anzi se possibile anche di più di essi, perché il nostro difetto fisico ha accentuato la sensibilità non solo degli altri organi sensoriali, ma soprattutto quella interiore, facendoci vedere tutte le cose di questo mondo secondo uno sguardo e una angolatura diversi e sicuramente più vicina alla verità. Con questo intendo dire che non sopporto le discriminazioni di nessun tipo cui troppe volte, e ingiustamente, veniamo sottoposti particolarmente nel mondo del lavoro. A questo proposito voglio ricordare che conosco amici sordomuti che sono riusciti ad arrivare alla laurea, alcuni addirittura esercitano una professione, per esempio quella di psicologo anche se può sembrare paradossale che eserciti questa professione basata sull’ascolto dell’altro proprio chi non è apparentemente in grado di ascoltare. Personalmente, in particolare, ho iniziato il percorso scolastico con le scuole elementari in una scuola speciale per non udenti di Marocco di Mogliano Veneto; successivamente ho frequentato le scuole medie in un Istituto per ragazzi udenti, mentre alle scuole superiori ho frequentate l'istituto per sordomuti di Padova, ad indirizzo ragioneria. Qui ho svolto solo il 1° ed il 2° anno; poi mi sono ritirato, date le grande difficoltà che ho incontrato nello studio. A mio parere la difficoltà incontrata è da attribuire all’atteggiamento di disinteresse e trascuratezza degli insegnanti nei miei riguardi subita alle scuole medie. Ciò non mi ha permesso di apprendere e formare nel modo corretto le basi necessarie per affrontare con tranquillità i futuri anni scolastici. Tale difficoltà è da addebitare alla superficialità degli insegnanti che - come dicevo - hanno utilizzato la mia condizione di sordomuto per non opprimermi con compiti, interrogazioni ed esami, senza considerare i problemi che con questa preparazione non certo ricca, avrei potuto incontrare nel prosieguo degli studi. Evidentemente, essi pensavano che non avrei dovuto proseguire i miei studi. Dal momento in cui mi sono ritirato dal corso di Ragioneria ho prestato servizio come assistente di Farmacia presso l'ex ospedale al mare Lido di Venezia, ma la volontà di ottenere un diploma non mi ha mai abbandonato. E, infatti, nel 1996 mi sono iscritto nuovamente al corso di ragioneria dell'Istituto di Padova per non udenti conseguendo il diploma. Conosco il linguaggio dei segni, leggo e scrivo senza particolari problemi. Guido l'automobile e i motoveicoli, anche di grossa cilindrata. In ambito professionale, attualmente sono impiegato alla Regione Veneto presso una delle sedi di Venezia centro storico e mi occupo della gestione economica delle risorse umane. Durante il tempo libero sono molto impegnato e molto attivo. Frequento quotidianamente la palestra, pratico Triathlon, nuoto, jogging, ciclismo. Sono un grande appassionato di sport, musica e informatica. Mi sono, inoltre, realizzato anche sul piano affettivo e familiare...

Stefano, qual è la tua opinione a proposto dell’impianto cocleare? Sei favorevole o contrario a questo tipo di intervento? In generale sono favorevole ai progressi nelle scienze mediche e nella concreta applicazione di questi progressi ai casi clinici concreti. Tuttavia, ad essere sincero, seppure è apprezzabile il solco aperto da questa nuova tecnica chirurgica, a mio avviso, sono ancora troppo alti i rischi che si corrono con questo tipo di intervento. Mi auguro, invece, che in un prossimo futuro l’impianto cocleare diventi una operazione di routine, come tante altre. In questo caso, non esiterei io stesso a sottopormi all’intervento.  

LINEAR Lotta alla sordità: ricerca e soluzioni ad alta tecnologia tra ICT e biomedicina Soluzioni innovative ad alta tecnologia sono oggi disponibili nella lotta contro la sordità. La ricerca genovese ha messo a punto un apparecchio acustico endoauricolare: praticamente invisibile, che non richiede interventi chirurgici per essere impiantato, e che grazie all’amplificazione non lineare multicanale si avvicina notevolmente al funzionamento della coclea umana e del sistema percettivo. I successi più significativi sono quelli ottenuti con bambini a cui era stata diagnosticata una sordità profonda e irreversibile e un futuro di grave disabilità e di emarginazione. Oggi questi bambini frequentano la scuola, fanno sport e vivono una vita normale. Il funzionamento dell’apparecchio viene modificato tramite computer durante i costanti incontri con i tecnici specializzati, in modo di ottimizzare la percezione acustica in funzione dell'ambiente di vita della persona. La taratura sarà così improntata a distinguere la voce e i suoni della vita. È possibile infatti regolare automaticamente l’intensità del suono in misura inversamente proporzionale alla sua potenza: elevare il ronzio della zanzara e attenuare il rombo del tuono. Più forte è il segnale ricevuto, minore è la sua amplificazione, in modo da non danneggiare ulteriormente l’udito. Gli apparecchi sono prodotti da Linear S.r.l., in collaborazione con l'Università di Genova. L’ azienda, attiva dal 1986, applica le tecnologie elettroniche e informatiche più avanzate agli apparecchi acustici per sordità gravi e profonde, e con 30 dipendenti, che operano nelle sedi di Genova, Milano, Bologna e Roma, produce ogni anno circa 3.500 apparecchi acustici ad altissima tecnologia. www.lineargenova.it Ultimo aggiornamento ( venerdì 16 febbraio 2007 )  

News: Cellule staminali-microfono, così si cura la sordità (molto interessante) SAN FRANCISCO - Cellule staminali per curare la sordità: «Tempo cinque anni e avremo concluso gli esperimenti sugli animali, poi sarà la volta dell'uomo». A parlare è un'autorità in materia, l'otorinolaringoiatra Stefan Heller della Stanford University (California), che tre anni fa ha scoperto le staminali dell'orecchio interno e ora ha appena concluso, con successo, un esperimento di trapianto in embrioni di pollo. «Non solo è possibile trasformare le cellule staminali in cellule cigliate dell'orecchio interno con esperimenti in provetta, ma si può ottenere lo stesso risultato quando le staminali vengono trapiantate nell'orecchio di embrioni di pollo», ha detto Heller all'Aaas, il meeting annuale della Società americana per l'avanzamento delle scienze in corso a San Francisco. Le cellule cigliate si trovano nella parte profonda dell'orecchio, chiamata coclea, e funzionano come piccoli microfoni: trasformano l'energia meccanica del suono in impulsi elettrici che raggiungono poi il cervello e permettono a un individuo di sentire suoni e rumori, voci e musica. Queste cellule hanno la stessa funzione, ma non lo stesso destino in tutti gli esseri viventi. Gli uccelli, per esempio, a differenza di altri animali e dell'uomo, sono in grado di rigenerare spontaneamente le cellule cigliate, qualora vadano incontro a danni, e grazie a questa peculiarità non perdono mai l'udito. «L'osservazione di quello che accade agli uccelli ci aiuta nelle nostre ricerche - ha precisato Heller - perché ci suggerisce l'esistenza di un programma di rigenerazione genetica: dobbiamo individuare il segnale che ordina alle staminali di riprodursi e sfruttarlo, prima in altri animali e poi nell'uomo, per trasformare le staminali, una volta trapiantate nell'orecchio, in cellule specializzate dell'udito». Per il genere umano la sordità sta diventando un problema sempre più diffuso per colpa dell'invecchiamento della popolazione, del consumo di farmaci come certi antibiotici o diuretici e dell'inquinamento acustico. Ancora più a rischio di sordità saranno le giovani «generazioni iPod», abituate ad ascoltare musica ad alto volume che, a lungo andare, danneggia proprio le cellule cigliate dell'orecchio interno: gli uomini nascono con sole 16 mila cellule di questo tipo ed è facile perderle, senza possibilità di ricambio. Si stima che un adulto su tre, dopo i 65 anni, possa andare incontro a un deficit dell'udito tale da costituire un vero e proprio handicap. Oggi le protesi acustiche e gli impianti cocleari rappresentano le uniche soluzioni al problema della sordità e sicuramente hanno contribuito a migliorare la qualità della vita delle persone, ma il trapianto di cellule staminali può aprire la strada a una vera e propria cura «definitiva». «Tra cinque anni potremmo iniziare a sperimentarle anche sull'uomo». I RICERCATORI Fonte: Corriere della sera Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 aprile 2007 )  

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